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Niccolò Machiavelli
Il Principe
1513

I MINISTRI DEL PRINCIPE

Non è di scarsa importanza, per un principe, la scelta dei ministri, i quali risultano buoni o cattivi secondo la saggezza dimostrata dallo stesso principe. La prima cosa che si fa per giudicare l’intelligenza di un signore, è osservare gli uomini di cui egli si circonda. Quando sono all’altezza del loro compito e fedeli, può essere sempre giudicato saggio, perché ha dimostrato di saper riconoscere le loro capacità e di saper conservare la loro fedeltà. Ma quando gli uomini che lo circondano non sono tali, non si può dare un giudizio buono del principe, perché il primo errore che commette, lo commette proprio in questa scelta.

Tutti quelli che conobbero messer Antonio Giordani da Venafro ministro di Pandolfo Petrucci, principe di Siena, giudicarono valentissimo uomo il Petrucci, perché aveva come suo ministro il Giordani.

Esistono tre categorie di cervelli: quelli che capiscono da soli, quelli che per capire hanno bisogno degli altri, e quelli che non capiscono né da soli né grazie agli altri. I primi sono eccellentissimi, i secondi eccellenti e i terzi inutili. Dobbiamo necessariamente concludere che Pandolfo Petrucci, non appartenendo alla prima categoria, appartenesse alla seconda. Difatti, ogni volta che uno è in grado di distinguere il bene dal male che un altro fa e dice, benché non abbia un’intelligenza originale, è però in condizione di riconoscere le azioni sbagliate e giuste di un ministro, correggendo le une e incoraggiando le altre. Il ministro non può sperare di ingannarlo e si comporta bene.

C’è un modo infallibile perché un principe riconosca le qualità di un ministro. Quando tu vedi che un ministro pensa più a sé che a te, e che da ogni azione cerca di ricavare un utile per sé, questo tale non sarà mai un buon ministro e mai te ne potrai fidare. Chi amministra lo Stato di un principe, infatti, non deve pensare mai a sé, ma sempre al principe, e non deve mai rammentargli cose che non riguardino il principato. D’altra parte il principe deve pensare al ministro, perché questo continui a comportarsi bene, onorandolo, rendendolo ricco, conquistando la sua gratitudine, dandogli incarichi di responsabilità, affinché egli si renda conto di non poter restare in carica senza la protezione del principe e affinché i molti onori non gli facciano desiderare altri onori, la molta ricchezza non gli faccia desiderare altra ricchezza, e i molti incarichi gli facciano temere i rivolgimenti politici. Quando i ministri e il principe hanno rapporti di questo tipo, possono aver fiducia l’uno nell’altro. Altrimenti ci saranno conseguenze dannose o per l’uno o per l’altro.

 
Niccolò Machiavelli
Il Principe