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Niccolò Machiavelli
Il Principe
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LA MUNIFICENZA E LA PARSIMONIA

Cominciando dunque a esaminare le prime qualità elencate nel precedente capitolo, dico che sarebbe bene essere ritenuto munifico. La munificenza però, se usata in modo appariscente, ti danneggia. Se la usi con intelligenza e nei modi dovuti, riesci a non renderla appariscente e, nello stesso tempo, eviti l’accusa di essere un tirchio. Chi vuol diventare famoso per la sua munificenza, non deve arretrare di fronte a nessun lusso. Ma un principe di tal genere consumerà sempre tutte le sue sostanze e sarà alla fine costretto, se vorrà continuare ad aver fama di munificenza, a imporre tasse eccezionali, a diventare esoso e a far tutto il possibile per ricavar danari. In tal modo sarà odiato dai sudditi e verrà poco stimato dagli altri, diventando povero. Dato che la sua munificenza avrà danneggiato molti e premiato pochi, comincerà ad avvertire anche le più piccole difficoltà e rischierà il potere al minimo pericolo. Rendendosi conto di ciò e volendo fare marcia indietro, ecco che proprio lui si attirerà immediatamente la fama di uomo misero.

Ogni principe dunque, non potendo ostentare la sua munificenza senza danneggiare se stesso, deve, se è persona saggia, non preoccuparsi della fama di uomo eccessivamente parsimonioso. Col passare del tempo egli verrà sempre più considerato uomo generoso poiché si vedrà che, grazie alla sua parsimonia, le normali entrate gli bastano, mentre è capace di difendersi dai nemici e di compiere le sue imprese senza gravare sulle popolazioni. In tal modo egli finisce per risultare generoso con tutti coloro ai quali non ha tolto danaro, che sono moltissimi, e spilorcio con coloro ai quali non l’ha donato, che sono pochi. Nei nostri tempi abbiamo visto che soltanto i prìncipi parsimoniosi hanno saputo compiere grandi imprese. Gli altri sono stati sconfitti. Papa Giulio II sfruttò la fama di uomo munifico per conquistare il papato, ma non si preoccupò poi di conservarla, preparandosi invece alla guerra. L’attuale re di Francia, Luigi XII, ha fatto tante guerre senza imporre ai sudditi tasse eccezionali, soltanto perché la sua costante parsimonia gli ha consentito di controllare le spese superflue. L’attuale re di Spagna, Ferdinando, se avesse voluto apparire munifico, non avrebbe compiuto né portato al successo tante imprese.

Un principe non deve molto preoccuparsi di apparire taccagno, perché grazie a questa taccagneria non deruba i sudditi, è in grado di difendersi, non diventa né povero né spregevole e neppure è costretto a diventar rapace. La taccagneria è uno di quei vizi che lo fanno regnare. E se qualcuno dicesse che Cesare salì al potere grazie alla sua munificenza e che molti altri, per il fatto di essere considerati munifici, raggiunsero altissime cariche, risponderei che o tu sei già principe o lo stai diventando; nel primo caso, la munificenza è dannosa; nel secondo caso, viceversa, è necessario farsi ritenere munifico. A Roma, Cesare era uno di coloro che volevano arrivare al potere; ma se, dopo esserci arrivato, fosse sopravvissuto e avesse continuato a spendere esageratamente, avrebbe distrutto il suo potere. Qualcuno potrebbe obbiettare che molti, dopo essere diventati prìncipi, hanno compiuto grandi imprese con i loro eserciti e nello stesso tempo sono stati considerati assai prodighi. Risponderei che il principe o spende il denaro suo e dei suoi sudditi, oppure spende il denaro altrui. Nel primo caso deve essere parco, nel secondo non deve rinunciare a esser generoso.

Se un principe che guida un esercito si sostiene predando, saccheggiando, taglieggiando, impadronendosi dei beni del nemico sconfitto, deve necessariamente essere prodigo, altrimenti non sarebbe seguito dai suoi soldati. Di ciò che non appartiene né a te né ai tuoi sudditi, puoi essere generoso donatore, come accadde a Ciro, a Cesare e ad Alessandro. Spendere il denaro altrui non sminuisce il tuo prestigio, te lo fa anzi crescere. Ti danneggi soltanto se spendi il tuo denaro. Non c’è cosa al mondo che consumi se stessa quanto la munificenza: mentre te ne servi, perdi la facoltà di servirtene e diventi povero e spregevole oppure, se vuoi evitare la povertà, sei costretto a diventare rapace e odioso. Un principe deve assolutamente evitare di essere giudicato spregevole e odioso, ma la munificenza ti conduce all’una e all’altra cosa. Pertanto è più saggio farsi considerare misero, attirandosi cattiva fama, ma non odio, piuttosto che voler essere considerato munifico e diventar rapace attirandosi, oltre alla cattiva fama, anche l’odio.

 
Niccolò Machiavelli
Il Principe