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Niccolò Machiavelli
Il Principe
1513

COME VALUTARE LA FORZA DI UN PRINCIPATO

Nell’esaminare le condizioni dei principati, occorre inoltre vedere se un principe abbia tanta forza da essere autosufficiente in caso di bisogno, o se invece abbia necessità di farsi difendere da altri. Per chiarire meglio questo argomento preciserò che a mio giudizio possono reggersi da soli coloro che sono in grado, per abbondanza di uomini o di danari, di mettere insieme un esercito adeguato a dare battaglia campale contro chiunque li venga ad assalire. Viceversa ritengo che abbiano sempre bisogno degli altri, coloro i quali non possono presentarsi davanti al nemico in campagna aperta, essendo costretti a rifugiarsi dentro le mura e a difenderle. Del primo caso abbiamo già parlato (nel capitolo 6), e più innanzi diremo quel che ci sembrerà opportuno. Quanto al secondo caso, non si può far altro che consigliare i prìncipi a fortificare e a rifornire la città, senza curarsi dell’aperta campagna. Chiunque avrà ben fortificato la sua città e nei rapporti coi sudditi si sia comportato come prima si è detto e più innanzi si dirà, sarà sempre attaccato con gran timore, perché gli uomini sono sempre restii alle imprese che paiono difficili, e non pare facile assalire un principe che abbia una città forte e non sia odiato dal popolo.

Le città della Germania1 sono liberissime, hanno poco territorio intorno a loro, obbediscono all’imperatore quando vogliono e non temono né lui né qualunque altro potente dei dintorni, perché sono fortificate in modo da rendere tediosa e difficile la loro conquista. Tutte hanno fossati e mura adeguati; hanno artiglieria a sufficienza; tengono sempre nei magazzini pubblici provviste di acqua, viveri e legna bastanti per un anno. E oltre a questo, per poter tenere le plebi pasciute senza perdita di denaro pubblico, le comunità hanno modo di impiegarle per un anno in quelle attività che costituiscono il nerbo della vita cittadina e delle industrie che servono a nutrire le stesse plebi. Le città tedesche, infine, hanno in grande onore gli esercizi militari, e prendono molte disposizioni atte a tutelarli.

Un principe dunque, che possieda una città forte e non si faccia odiare, non può essere assalito; e se qualcuno lo assalisse, dovrebbe andarsene con vergogna. Le cose del mondo, infatti, sono così mutevoli, da rendere quasi impossibile che uno possa stare fermo, con i suoi eserciti, per un intero anno a tenere un assedio. Qualcuno potrà obbiettare che il popolo assediato, avendo proprietà fuori dalle mura e vedendole bruciare, non riuscirà più a resistere, e che lo stesso popolo, per il lungo assedio e per l’attaccamento al proprio interesse, si dimenticherà completamente del principe. Ma io risponderò che un principe potente e coraggioso supererà sempre tutte queste difficoltà, dando ai sudditi la speranza che il male non sarà lungo, suscitando in essi il timore della crudeltà del nemico, togliendo di mezzo con l’astuzia coloro che gli sembreranno troppo determinati. Oltre tutto è ragionevole pensare che il nemico debba incendiare e distruggere le campagne al momento del suo arrivo, e dunque nei tempi in cui gli animi della gente assediata sono ancora caldi e vogliosi di difendersi. Il principe assediato non deve perciò aver dubbi. Dopo qualche giorno, quando gli animi si sono raffreddati, i danni sono già stati fatti, i mali sono stati ricevuti e non c’è più rimedio. E allora gli assediati si uniscono ancor più al loro principe, sembrando che lui abbia assunto un debito verso di loro, dato che le case si sono bruciate e i possedimenti si sono rovinati per la sua difesa. La natura degli uomini è tale che essi si legano a una persona per il bene che fanno a essa, come per il bene che da essa ricevono. Perciò, se si considererà bene tutto, non sarà difficile a un principe prudente mantener saldi, in un assedio, gli animi dei cittadini, purché non faccia loro mancare il necessario per vivere e per difendersi.


1. Machiavelli, tra il dicembre 1507 e il giugno 1508, aveva visitato Trento, Bolzano, il Tirolo, Innsbruck e alcuni cantoni della Svizzera senza spingersi fino alla Germania.

 
Niccolò Machiavelli
Il Principe