NOVANTESIMA LEZIONE

Un avvertimento (1)

1 Che i due descritti di sopra stessero ivi ad aspettar qualcheduno, era cosa troppo evidente ; ma quel che più dispiacque a don Abbondio fu il dover accorgersi per certi atti, che l’aspettato era lui.

2 Perché, al suo apparire, coloro seran quardati in viso, alzando la testa, con un movimento dal quale si scorgeva che tutt e due a un tratto avevan detto : e lui ; (N1)

3 quello che stava a cavalcioni s'era a zato, tirando la sua gamba sulla strada ; I altro s’era staccato dal muro, e tutte due gli s’avviavano incontro. (2) (N2)

4 Egli, tenendosi sempre il breviario aperto dinanzi, come se leggesse, spingeva lo sguardo in su, per ispiar le mosse di coloro , e vedendoseli venire proprio incontro, fu assalito a un tratto da mille pensieri. (2)
5 Domandò subito in fretta a se stesso, se, tra

i bravi e lui, ci fosse qualche uscita di strada, a destra o a sinistra ; e gli sovvenne subito di no. (3) (N1)

6 Fece un rapido esame, se avesse peccato contro qualche potente, contro qualche vendicativo ; ma, anche in quel turbamento,

il testimonio consolante della coscienza lo rassicurava alquanto : i bravi però s’avvicinavano, guardandolo fisso. (3) (N1)(N2)

7 Diede un’occhiata, al di sopra del muricciolo, ne’ campi : nessuno ; un’altra, più modesta, sulla strada dinanzi ; nessuno, Fuorché i bravi. (4)

8 Che fare? Tornare indietro, non era a tempo : darla a gambe, era lo stesso che dire, inseguitemi, o peggio.

9 Non potendo schivare il pericolo, vi corse incontro, perché i momenti di queH'incertezza erano allora cosi penosi per lui, che non desiderava altro che d’abbreviarli.

10 Affrettò il passo, recitò un versetto a voce più alta, compose la faccia a tutta quella quiete e ilarità che potè, fece ogni sforzo per preparare un sorriso ; quando si trovò a fronte dei due galantuomini, disse mentalmente : ci siamo ; e si fermò su due piedi. (N1)

11 — Signor curato, - disse un di que’ due,

piantandogli gli occhi in faccia. (2) (4) (N1)

12 — Cosa comanda? - rispose subito don

Abbondio, alzando i suoi dal libro, che gli restò spalancato nelle mani, come su un leggio. (2) (N1)

13 — Lei ha intenzione, - proseguì l'altro, con

l’atto minaccioso e iracondo di chi coglie un suo inferiore sull’intraprendere una ribalderia, - lei ha intenzione di maritar domani Renzo Tramaglino e Lucia Mondella! (N1)

14 — Cioè... - rispose, con voce tremolante,

don Abbondio : - cioè. Lor Signori sono uomini di mondo, e sanno benissimo come vanno queste faccende. Il povero curato non c'entra : fanno i loro pasticci tra loro, e poi... e poi, vengon da noi, come s’anderebbe a un banco a riscotere ; e noi.... noi siamo i servitori del comune.

15 — Or bene, - gli disse il bravo, all’orecchio,

ma in tono solenne di comando, - questo matrimonio non s'ha da fare, nè domani, nè mai.

16 — Ma, signori miei, - replicò don Abbondio,

con la voce mansueta e gentile di chi vuol persuadere un impaziente, - ma, signori miei, si degnino di mettersi ne’miei panni. Se la cosa dipendesse da me,... vedon bene che a me non me ne vien nulla in tasca... (4)

17 — Orsù, - interruppe il bravo, - se la cosa

avesse a decidersi a ciarle, lei ci metterebbe in sacco. Noi non ne sappiamo, nè vogliam saperne di più. Uomo avvertito... lei c’intende.

18 — Ma lor signori son troppo giusti, troppo

ragionevoli...

19 Don Abbondio (il lettore se n’è già avveduto) non era nato con un cuor di leone.

(tratto da :

Alessandro MANZONI, “I Promessi Sposi”) *****

ESERCIZI: 1. "Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo ; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de’ suoi più familiari ; - 2. Torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche ; - 3. ville sparse e biancheggianti sul pendio, come branchi di pecore pascenti ; addiol - 4. Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana!"

(tratto da : A. MANZONI, "I Promessi Sposi").
ESERCIZIO SUL DISCORSO DIRETTO E INDIRETTO.

Trasformi il discorso diretto in indiretto :

1. Il bambino chiese alla madre : - È già l’ora della merenda?

2. La madre gli rispose : - Quando sarà ora di fare merenda, te lo dirò io.

3. Il bambino allora replicò : - Ma io ho fame subito!

4. E la madre gli disse : - Abbi un po’ di pazienza, adesso non ho tempo.

 

CORRIGE DE L’EXERCICE SUR LE DISCOURS INDIRECT.

1. Il bambino chiese alla madre se fosse già l'ora della merenda. -

2. La madre gli rispose che quando sarebbe stata ora di fare merenda, gliel l’avrebbe detto lei. - 3. Il bambino allora replicò che lui aveva fame subito. - 4. E la madre gli disse di avere un po’ di pazienza, che in quel momento non aveva tempo.