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IL VERBO

Il verbo è la parte variabile del discorso che indica azione, stato, modo di essere, esistenza di persona, animale o cosa.

Il verbo può essere:

per il SIGNIFICATO

predicativo: quando ha senso compiuto e può essere usato da solo. Sono predicativi la stragrande maggioranza dei verbi.

copulativo: quando collega il soggetto a un nome o a un aggettivo, perché da solo non ha senso.


Oltre al verbo essere, detto copula, sono copulativi1:

parere, sembrare, divenire, risultare, riuscire, stare, rimanere, restare, apparire, crescere, nascere, vivere, morire, farsi

ecc. (verbi copulativi in senso stretto)

i seguenti verbi alla forma passiva:

chiamare, soprannominare, dire ecc. (detti verbi appellativi)

eleggere, creare, nominare ecc. (detti verbi elettivi)

ritenete, stimate, considerare ecc. (detti verbi estimativi)

fare, rendere ecc. (detti verbi effettivi)

Es. Mario sembra felice.
Suo padre è diventato povero.
Franco è stato nominato capufficio.
Lo husky è considerato un cane pregiato.

per il GENERE

□ transitivo: quando l'azione passa (transita) dal soggetto al complemento oggetto2

Es. Ho comprato una moto.
Lo studente legge un libro.

intransitivo: quando l'azione non si riversa su un complemento oggetto, ma rimane e si esaurisce nel soggetto3

Es. Franco lavora in fabbrica.
L'avvocato è partito.
Alla sua presenza impallidì.

È frequente il caso di verbi che possono essere ora transitivi ora intransitivi a seconda del significato che assumono

Es. Marco cambia scuola (trans.).
Il tempo cambia
(intrans.).
Ho finito i compiti
(trans.).
I soldi sono finiti (intrans.).

1. I verbi elencati, quando non si collegano a un sostantivo o a un aggettivo (che in tali casi costituiscono i complementi predicativi del soggetto non sono copulativi, ma predicativi

Es. Franco è morto.
È apparso
un ufo.
Simone riesce nello sport.

Anche il verbo essere, quando significa esistere, stare, trovarsi, non è copula, ma predicato verbale

Es. Allo stadio c'erano motti striscioni

2. Talvolta un verbo transitivo può anche non essere accompagnato da un complemento oggetto. In questo caso viene usato in forma assoluta o intransitiva, pur rimanendo un verbo transitivo

Es. Mario mangia (la pizza).
Carla scrive (una lettera).

3. Alcuni verbi intransitivi possono avere un uso transitivo quando sono seguiti da un complemento oggetto che viene detto interno, cioè da un complemento oggetto che abbia o la stessa etimologia del verbo (Visse una vita felice) o un'affinità di significato (Dorme un sonno tranquillo. Piange lacrime amare).


per la FORMA1

attivo: quando il soggetto compie l'azione

Es. Il gatto mangia il topo.

□ passivo: quando il soggetto subisce l'azione (ed è il compl. d'agente o di causa efficiente a compierla)

Es. Il topo è mangiato dai gatto.
Un passante è stato colpito da una tegola.

riflessivo: quando l'azione si riflette sul soggetto stesso. La forma riflessiva può essere:

propria: quando l'azione si riflette sul soggetto e le particelle mi, ti, si, ci, vi sono compl. oggetto

Es. Io mi lavo.
Egli si pettina.

apparente: quando l'azione si riflette su un compi, oggetto e le particelle mi, ti, si, ci, vi hanno valore di compl. di termine ovvero equivalgono ad a me, a te ecc.

Es. Io mi lavo la testa.

reciproca: quando l'azione esprime reciprocità e le particelle plurali ci, vi, si2 significano a vicenda, l'un l'altro, fra loro, ecc.

Es. Mario e Carla si amano.
Gli amici si salutano.

pronominale: quando le particelle mi, ti, si, ci, vi sono parte integrante del verbo (sempre intransitivo) e quindi non sono complementi

Es. Io mi pento.
Maria si vergogna.
Luisa si ammala.

I verbi pronominali sono intransitivi3 e quindi non hanno il complemento oggetto: della forma riflessiva hanno solo l'aspetto, e le particelle mi, ti, si, ci, vi non significano me stesso o a me stesso, ecc., ma sono una cosa sola con il verbo, che altrimenti non avrebbe senso compiuto.

I principali verbi pronominali sono: vergognarsi, pentirsi, dolersi, lagnarsi, lamentarsi, ravvedersi, ammalarsi, adirarsi, arrabbiarsi, accorgersi, impadronirsi, ribellarsi, imbattersi, avvalersi, trovarsi.

Anche alcuni verbi transitivi, coniugati con la particella pronominale si, acquistano valore intransitivo pronominale: addormentarsi, svegliarsi, abbattersi, offendersi, rattristarsi, eccitarsi, dimenticarsi, ricordarsi, alzarsi ecc.

1. I verbi transitivi possono avere le tre forme: attiva, passiva e riflessiva; mentre i verbi intransitivi hanno solo la forma attiva.

2. La forma reciproca si può avere solo con un soggetto plurale.

3. Infatti sono chiamati verbi intransitivi pronominali.


per la CONIUGAZIONE

di la (verbi in -are): amare, lavorare, mangiare
□ di 2a (verbi in -ere): vedere, prendere, mettere
□ di 3a (verbi in -ire): venire, salire, soffrire1

per il MODO

finito: quando può essere coniugato: in tal caso fornisce l'indicazione di tempo, persona e numero. I modi finiti sono:

indicativo: che esprime realtà e certezza. È formato da 8 tempi: 1 per il presente, 5 per il passato, 2 per il futuro

congiuntivo: che esprime possibilità, desiderio, timore, supposizione, dubbio, concessione, esortazione ecc. È formato da 4 tempi: 1 per il presente, 3 per il passato

condizionale: che esprime l'eventualità subordinata a una condizione. È formato da 2 tempi: 1 per il presente, 1 per il passato

imperativo: che esprime comando, ordine, ma anche invito e consiglio. E formato da 1 tempo presente.

indefinito2: quando non può essere coniugato: in tal caso non fornisce l'indicazione né della persona, né del numero, tranne che nel participio. I modi indefiniti sono:

infinito: indica l'azione del verbo in maniera generica e indeterminata.

Ha 2 tempi: 1 per il presente, 1 per il passato

participio: svolge la funzione sia di verbo che di aggettivo e di nome. Ha 2 tempi: 1 per il presente, 1 per il passato

gerundio: chiarifica la maniera in cui avviene l'azione principale. Ha 2 tempi: 1 per il presente, 1 per il passato.

per il TEMPO

semplice: quando è formato da una sola parola (la radice del verbo + la desinenza).

composto: quando è formato da due parole (una voce dell'ausiliare essere o avere + il participio passato del verbo).

 

1. I verbi dire e fare sono della 2a coniugazione.

2. L'infinito, il participio e il gerundio sono chiamati anche forme nominali del verbo, perché possono venire usati in funzione di sostantivo o aggettivo

Es. lo spendere, il risparmiare, mittente, amante; amato, stimato; reverendo, venerando


per la PERSONA e il NUMERO

□ di 1a persona singolare (io)
□ di 2a persona singolare (tu)
□ di 3a persona singolare (egli, ella, esso, essa, lui, lei)

□ di 1a persona plurale (noi)
□ di 2a persona plurale (voi)
□ di 3a persona plurale (essi, esse, loro)

per la FUNZIONE

ausiliare: quando serve a coniugare i tempi composti degli altri verbi. I verbi ausiliari sono essere e avere.

essere si usa:

- con i verbi passivi
- con molti verbi intransitivi
- con i verbi riflessivi

avere si usa:

- con i verbi transitivi attivi
- con alcuni verbi intransitivi

servile: quando regge l'infinito di un altro verbo.

I principali verbi servili sono: dovere, potere, volere1, sapere (nel senso di «essere in grado di»), solere. Ma possono essere servili anche preferire, osare, desiderare, gradire2 ecc.

Es. Franco è dovuto partire.
Paola ha dovuto ripetere l'esame.
Simone non è potuto andare allo stadio.
Franco ha voluto bere.
Maria ha saputo scegliere i collaboratori.
Carlo è solito guidare senza cintura di sicurezza.

fraseologico: quando, posto davanti a un altro verbo al participio passato, all'infinito o al gerundio, forma con esso un'unica espressione. I principali verbi fraseologici sono:

stare, andare, venire, lasciarsi, vedersi, sentirsi, trovarsi, accingersi, stare per, cominciare a, iniziare a, continuare a, seguitare a, insistere a, smettere di, finire di, fare, lasciare3.

1. Questi verbi mantengono anche il loro significato proprio

Es. Volevo andare al cinema (verbo servile).
Volevo
quella moto
(verbo predicativo).

Come ausiliare nei tempi composti, quando non sono verbi servili, prendono il verbo avere; quando sono servili prendono, in genere, l'ausiliare del verbo principale.

2. Anche questi verbi mantengono il loro significato autonomo di normali verbi predicativi. Nei tempi composti vogliono sempre il verbo avere sia quando sono autonomi che quando sono servili.

3. Fare e lasciare sono chiamati verbi causativi o fattitivi (ma non tutti li considerano delta famiglia dei verbi fraseologici: alcuni li chiamano semiausiliari causativi), in quanto il loro soggetto si limita a provocare, a causare l'azione, senza compierla direttamente

Es. Simone ha fatto innervosire il professore.

È il professore che compie l'azione di innervosirsi, anche se tale azione è provocata, «causata», da Simone.

Pure i verbi stare per, accingersi a, ecc. hanno una denominazione particolare: sono detti verbi aspettuali.


Es. Sta girando tutto il mondo.
Va ripetendo la solita storia.
Mi vedo
costretto a ridurre le spese.
Si lascia dire certe cose!

Un verbo inoltre può essere:

impersonale: quando non ha un soggetto determinato, e si usa solo alla 3a persona singolare e nei modi indefiniti.

Sono impersonali:

• i verbi indicanti fenomeni atmosferici:

nevicare, piovere, grandinare, tuonare, diluviare, albeggiare ecc.

Es. Piove da ieri.
Ha tuonato
tutto il giorno.

i verbi del tipo di:

accadere, avvenire, capitare, succedere, bisognare, convenire, occorrere, sembrare, parere, importare, necessitare, piacere, dispiacere, essere bene/male/utile/giusto/opportuno, ecc.

costruiti alla 3a persona singolare + il verbo di modo infinito, oppure alla 3a persona singolare + una frase introdotta da che

Es. Capita a tutti di sbagliare.
Dispiace
sempre venire scippati.
Sembra che
il governo introduca nuove tasse.

• qualunque verbo usato alla 3a persona singolare preceduto dalla particella si

Es. si mangia, si gioca, si corre, si studia

Nei verbi riflessivi e pronominali, in cui è già presente la particella si, si deve aggiungere la particella ci

Es. Ci si vede poco.
Ci si
mangia male.

difettivo: quando manca di alcune voci, modi o persone. I principali verbi difettivi sono:

addirsi, fallare, fervere, incombere, solere, tangere, urgere, vertere, vigere.

□ sovrabbondante: quando ha due forme, per cui appartiene a due coniugazioni diverse, pur mantenendo lo stesso significato. I principali verbi sovrabbondanti sono: compire e compiere, adempire e adempiere, ammansire e ammansare, dimagrire e dimagrare, intorbidire e intorbidare, starnutire e starnutare.

Altri invece cambiano lievemente di significato da coniugazione a coniugazione, come:

annerire e annerare, arrossire e arrossare, assordire e assordare, scolorire e scolorare


I VERBI IRREGOLARI

I verbi irregolari sono i verbi che non seguono la regola della coniugazione cui appartengono.

L'irregolarità può consistere:

• nel cambiamento della radice: andare - vado

• nel cambiamento della desinenza: tenere - tenni (non tenei)

• nel cambiamento di radice e desinenza: vivere - vissi.

I verbi irregolari della:

□ la coniugazione sono 3: andare, dare, stare

□ 2a coniugazione sono (i più importanti) 140, cui vanno aggiunti gli eventuali composti:

accendere, accludere, accorgersi, affliggere, alludere, annettere, appendere, ardere, assistere, assolvere, assumere, assurgere, bere, cadere, chiedere, chiudere, cingere, cogliere, comprimere, concedere, condurre, conoscere, convergere, correre, crescere, cuocere, decidere, deludere, deprimere, devolvere, difendere, dipendere, dipingere, dire, dirigere, discutere, dissuadere, distinguere, distruggere, dividere, dolere, dovere, eccellere, elidere, eludere, emergere, escludere, esigere, espellere, esplodere, estinguere, evadere, fare, fingere, flettere, fondere, frangere, friggere, fungere, giacere, giungere, godere, immergere, includere, incutere, indulgere, infliggere, intridere, ledere, leggere, mettere, mordere, mungere, muovere, nascere, nascondere, nuocere, offendere, opprimere, parere, percuotere, perdere, persuadere, piacere, piangere, piovere, porgere, porre, potere, prediligere, prendere, proteggere, pungere, radere, redigere, reggere, rendere, reprimere, resistere, ridere, rifulgere, rimanere, rispondere, rodere, rompere, sapere, scegliere, scendere, scindere, sciogliere, scrivere, scuotere, sedere, sopprimere, sorgere, spandere, spargere, spegnere e spengere, spendere, spingere, stringere, succedere, svellere, tacere, tendere, tenere, tergere, tingere, togliere, torcere, trarre, uccidere, ungere, valere, vedere, vincere, vivere, volere, volgere

□ 3a coniugazione sono oltre 20, cui devono essere aggiunti i composti:

apparire, aprire, assorbire, compiere, coprire, costruire, empire e empiere, esaurire, inserire, istruire, mentire, morire, nutrire, offrire, patire, riempire, salire, scoprire, seppellire, sparire, udire, uscire, venire


30 -  CONIUGAZIONE DEL VERBO «ESSERE»
31 - CONIUGAZIONE DEL VERBO «AVERE»
32 -
la CONIUGAZIONE REGOLARE: «AMARE»
33 - 2
a CONIUGAZIONE REGOLARE: «TEMERE»
34 - 3
a CONIUGAZIONE REGOLARE: «SERVIRE»